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Perché non vi guardate tutti in viso e non riconoscete in voi la vita dove tutti siamo? (Mario Luzi) |
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| Lesioni cerebrali acquisite |
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In Italia circa 9 persone ogni 1000 abitanti soffrono di disturbi cronici conseguenti a cerebrovasculopatia (trombosi, embolia od emorragia cerebrale) (ISTAT, Sistema Sanitario e Salute della Popolazione, 2005, pag. 40); a queste si devono aggiungere le persone che subiscono un trauma cranico (circa 2 ogni 1000 abitanti all'anno) o soffrono di episodi di anossia cerebrale (scarsa o mancata ossigenazione del cervello) per periodi di tempo più o meno prolungati. Tutte queste cause possono determinare lesioni permanenti molto variabili nelle loro manifestazioni ma, talvolta, anche molto gravi. Dopo una grave cerebrolesione acquisita la fase riabilitativa dura solitamente fino ad un massimo di dodici mesi per le lesioni di origine traumatica e fino ad un massimo di sei mesi negli altri casi, in quanto è comunemente accettato che dopo tale periodo le possibilità di recupero dalla nuova condizione che si è determinata sono scarse. Le persone con coma prolungato o stato vegetativo persistente mantengono gradi di reattività agli stimoli ambientali, ovvero capacità cognitive residuali e rudimentali, che non sono rilevabili con i comuni mezzi a disposizione della clinica. Spesso i familiari registrano meglio degli operatori professionali le "impressioni" di consapevolezza ed intenzione che rimangono avvolte da incertezza e dubbio per lungo tempo. Questo avviene perchè possono osservare più a lungo la persona concentrandosi solo su di essa al contrario di chi, per motivi professionali, deve assistere un certo numero di pazienti, per di più limitando le proprie osservazioni ad un arco temporale più ristretto. Tuttavia imparare a "leggere" e riconoscere questi segnali è fondamentale. Una persona in queste condizioni, infatti, anche se non in grado di comunicare nell'accezione comune del termine mostra comunque stati di disagio, sofferenza ed irritazione o, al contrario, dà segnali di benessere. Ricercare una condizione di benessere, partendo dalla nuova condizione che si è venuta a creare dopo l'evento acuto, è il primo passo per cercare di recuperare quanto più possibile un contatto con queste persone. |
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