In stato vegetativo ma sempre persone
 

Oggi un convegno a Vigevano farà il punto sui pazienti in gravi condizioni Al centro il tema di come riuscire a relazionarsi con loro: secondo i camici bianchi è possibile
U
na relazione con le persone in stato vegetativo è possibile.

 
 
 
   

Parte da questa convinzione il convegno che si terrà oggi a Vigevano. Il titolo è proprio questo 'La relazione è terapia, secondo convegno sulla cura, riabilitazione e assistenza dei pazienti con gravi lesioni cerebrali acquisite.
 
Esperienze a confronto'. Si terrà presso la Rsd 'Marco Teggia' di Vigevano, struttura della fondazione Maddalena Grassi e vedrà la mattinata divisa in due parti: nella prima si parlerà della relazione come terapia, nella seconda verranno messi a confronto dei casi clinici.
  Perché la relazione è importante? Secondo Massimo Croci, responsabile sanitario della struttura vigevanese, si tratta di un’evidenza che parte dal vissuto quotidiano di medici e operatori socio sanitari che non può essere trascurata: «È una favola dire che le persone in stato vegetativo
non hanno relazione con il mondo - afferma il medico ­si può capire quando stanno bene o stanno male». E per spiegarlo cita un caso concreto: 'Qualche giorno fa una delle operatrici che accudiscono i nostri malati mi ha fatto notare che uno dei nostri pazienti stava male. Ed effettivamente, a seguito di un esame medico abbiamo scoperto che aveva le coliche renali per un calcolo da espellere».
  Si tratta del secondo anno in cui questa struttura organizza un momento di confronto per chi è impegnato in questo contesto con alcuni dei più importanti esperti di stati
vegetativi: «Chi si trova in questa condizione di fragilità massima è importante che non venga abbandonato ­sottolinea Croci - bisogna capire che non ci sono solo relazioni bidirezionali, in cui entrambi i soggetti interagiscono, ma anche unidirezionali. Le persone in stato vegetativo, che sono in condizione di disabilità estrema rientrano in questo ambito».
  Diciotto i posti letto della struttura di Vigevano, un’equipe multidisciplinare che va dall’infermiere ai fisioterapisti, agli educatori per l’attività di stimolazione sensoriale alla psicologa, che si occupa di malati in grave
disabilità neurologica: al momento ci sono malati di Sla, di sclerosi multipla, e sei sono in stato vegetativo: «Ci occupiamo di pazienti che provengono da Vigevano e dall’hinterland - spiega il responsabile medico ­secondo quelle che sono le direttive regionali». E grazie proprio a recenti provvedimenti varati da regione Lombardia, le famiglie che hanno parenti in stato vegetativo o colpiti dalla sla non devono farsi carico di alcun costo nel momento in cui i propri cari hanno necessità di vivere in una struttura residenziale permanente.
 Francesca Lozito

 
 
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Disposizioni di fine vita

HO RICEVUTO QUESTA MAIL DA UNA PERSONA CHE SI FIRMA "MALATI SENZA CURE".

Di fronte a queste considerazioni viene da chiedersi: che cosa è VERAMENTE la libertà di scelta?